domenica 22 aprile 2018

“TEMPO” OSTILE A LONDRA MADRID E PADOVA


Una domenica quella appena trascorsa che ha visto molte ranocchie calpestare i suoli di mezza Europa .
Iniziamo con Andrea Marzoli che accompagnato dalla moglie Letizia ha disputato la Half Marathon di Madrid riuscendo a strappare una medaglia a denti stretti. Tutto è filato liscio fino al tredicesimo chilometro momento in cui Andrea ha sentito tirare il quadricipite destro e suo malgrado ha dovuto abbandonare ogni sogno di personal best. A quel punto non sono bastate ne gambe ne testa ma c’è voluto un gran cuore per arrivare poco a poco a tagliare ugualmente il traguardo in 2h04”.
Altra mezza altra città questa volta la bellissima Padova , luogo a cui Claudio Podlesnik per motivi di lavoro ed amicizie è particolarmente legato e appena può partecipa a manifestazioni podistiche. Partito con i Pacer dell’ 1h 40, Claudio ha visto man mano perdere aderenza con quel gruppo complice anche il primo vero caldo della stagione, motivo per cui ha finito col tagliare il traguardo in 1h50” ma con una bellissima nota d’ emozione, correre gli ultimi 100 metri con il proprio figlio.
Bellissima prova della nostra Simona Antonaci che ha disputato la mezza non competitiva di Assago arrivando al terzo posto assoluto femminile nonostante negli ultimi chilometri abbia sbagliato percorso per una lacuna organizzativa. I fastidiosi problemi fisici sembrano ormai un lontano ricordo e siamo sicuri che le cose migliori siano ancora in divenire .
Infine il nostro maratoneta Paolo Montisci che si è mischiato agli oltre 70.000 partecipanti della maratona di Londra . Purtroppo non una bellissima giornata per lui che ha dovuto fare i conti con crampi per quasi tutto il tragitto oltre a fronteggiare una temperatura davvero asfissiante che al trentanovesimo lo stava facendo capitolare. Riesce comunque a portare il suo cuore oltre l’arco e a concludere l’ennesima Maratona della sua vita, tempo 4h17” certamente non il suo tempo e certamente nessuno auspicava un risultato di questo tipo alla vigilia ma 42 km sono un’eternità in cui può capitare di tutto, anche di dover abbandonare sogni di gloria e finire col “ solo” intento di onorare una gara, un orgoglio, una maglia, una città , se stessi . 


Luca Bordenga
Ufficio Stampa