domenica 12 novembre 2017

EKIRUN E MEZZA DI BUSTO


Questa domenica Città di Opera Runners era presente in due manifestazioni di forte richiamo, la EKIRUN, una sorta di maratona divisa in 6 staffette che si è tenuta all’Arena Civica Di Milano e alla Maratonina di Busto Arsizio. Per L’EKIRUN gli atleti che si sono avvicendati in questa particolare gara di origine giapponese sono stati Merante, Martucci , Risatti, Pinna, Di Meo e Tondolo mentre il nostro caro “vecchio” Salva Merando si è cimentato nella Maratonina Bustese. L’Ekirun come anticipato è una gara ispirata ad un format molto popolare nel Sol Levante che ha radici profonde nella tradizione e il nobile compito di avvicinare alla corsa i ragazzi delle scuole nipponiche. In Italia questa manifestazione ha esordito lo scorso anno a Milano con ottimi risultati di partecipazione e anche quest’anno i numeri confermano il grande interesse per questo evento con oltre 200 staffette presenti. Per noi ad aprire le danze ci ha pensato Tondolo che partito molto forte riesce a terminare in 20 portentosi minuti i primi 5km passando il testimone a Pinna per la frazione da 10km chiusa da par suo molto bene lasciando ad un parziale di 1h06’ i successivi 5km di Merante che riesce a sua volta a passare la mano a Risatti intorno all’ 1h25’. Siamo a metà gara e il ritmo sostenuto è molto buono, ora tocca all’unica valorosa donna schierata, la Martucci che eredita il testimone quando il cronometro scocca le 2h08’ e percorrendo 5 tiratissimi chilometri effettua il cambio a 2h36’ lasciando a Di Meo il compito di condurre la fascia simbolo della staffetta sotto il traguardo finale che verrà tagliato con un ottimo 3h10’26”, tempo che ha permesso a Città di Opera di posizionarsi 28esima staffetta sulle oltre 50 competitive presenti.

A qualche chilometro di distanza nella fredda e fosca provincia Varesotta il coriaceo Merando ha dato prova ancora una volta di quanto questo sport possa regalare emozioni e soddisfazioni a qualsiasi età. Già…perché a 51 anni, dopo aver calcato i più prestigiosi palcoscenici podistici del mondo quest’uomo non è ancora sazio di tutte quelle endorfine, celebri col nome di Runners High che la corsa libera nel cervello. E di cervello, oltre che di prestanza fisica ce ne vuole tanto, per conoscersi, per sapersi dosare e rendere funzionale ogni prestazione, tanti aspetti che hanno portato il nostro Salva ad un nuovo stupefacente risultato, chiudere questa ennesima prova in 1h29,03”. 

Luca Bordenga
Ufficio Stampa