martedì 4 luglio 2017

DIN..DON..DAN.. ALLA TRE CAMPANILI


Vestone , 2 luglio 2017 è il momento della Tre Campanili, una mezza maratona come lunghezza, una corsa in montagna come sostanza. Tre gli atleti di Città di Opera presenti, Ettore Zanni, Alex Palestri e Astrid Gagliardi. La partenza è fissata alle 9:30, il tempo di assaporare quell'adrenalina pre gara che racchiude tutto e niente che lo starter fa tuonare il cannone di botto, si parte. Il passo iniziale dei tre atleti è abbastanza cauto, consci delle erte salite che inizieranno da lì a poco e che inevitabilmente segneranno la loro gara, quest' aspetto li tiene compatti fino al sesto chilometro, momento in cui si imbattono nella prima impervia mulattiera . Alex sembra il più fresco dei tre e allunga il passo seguito a ruota da Astrid , Ettore rimane leggermente dietro, mentre le salite e le difficoltà aumentano, il fiato diventa corto e le gambe si fanno più dure dei sassi che bisogna scansare dal percorso. Sono in cima, sulla linea di demarcazione che spacca in due la gara, giusto il tempo di metabolizzare lo sforzo fin li profuso convinti che le temibili salite lasceranno il passo alle più agevoli discese che la montagna li rimette in riga , si inizia a scendere. Il terreno risulta essere molto sdrucciolevole e infinitamente più pericoloso della salita, le continue discese costringono ad usare articolazioni e muscoli che non sapevano nemmeno di avere, devono capire quando è il momento di tirare il freno a mano e quando invece riuscire ad assecondarle con una rotondità di movimento delle gambe che nemmeno il miglior Bip Bip . I ragazzi sono provati ma non mollano un attimo, tengono botta su quelle montagne russe immerse nella natura più incontaminata, uno scenario che sembra quasi volerli ripagare dello sforzo sputato a terra, un po' come i suoi abitanti disseminati qua' è là che a dispetto del luogo che li vorrebbe ruvidi e distaccati incitano e caricano i nostri atleti, facendoli sentite dei campioni e invitandoli a non mollare. Eccoli, sono arrivati al ventesimo chilometro, la montagna si dissolve alle loro spalle mentre entrano nel paese e la terra viene risucchiata dal caldo tremolante asfalto, sembrano quasi rinfrancati da quel catrame che gli da modo di riposare le caviglie quel tanto che basta per tirare l'ultimo sprint, circondati dal caloroso tifo locale. Sono arrivati, trafelati ma contenti di tutto quel sudore lasciato ad ogni metro di quella magnifica montagna.

Luca Bordenga
Ufficio Stampa